#LeVocidiASC La voce di Alice

A un mese dall’inizio del mio percorso di Servizio Civile Universale presso Slow Food Italia, la mia esperienza si è già rivelata molto stimolante e formativa. Fin dai primi giorni ho avuto l’opportunità di conoscere una realtà associativa nella quale mi riconosco profondamente, condividendone i valori e l’impegno per un cibo «buono, pulito e giusto», una visione che racchiude la tutela della biodiversità, la valorizzazione dei territori e la promozione di sistemi alimentari più equi e sostenibili. Affronto quindi le attività quotidiane con tanta gratitudine e curiosità di approfondire le mie conoscenze, mettermi alla prova e confrontarmi con persone che condividono una visione attenta alla sostenibilità ambientale e sociale.

Una delle prime esperienze significative è stata la partecipazione all’evento di Terra Madre 2026, un’importante occasione di incontro e confronto tra delegazioni, produttori e comunità provenienti da tutto il mondo. Il tema centrale di questa XVI edizione, Biodiversity, Be Diversity, ha posto l’attenzione sull’importanza di preservare la biodiversità, tutelare le varietà e le specie autoctone, contrastare l’omologazione alimentare e promuovere pratiche agricole sostenibili, anche in risposta alle sfide poste dal cambiamento climatico.

Durante l’evento ho affiancato il lavoro di gestione dello Spazio Reti, dedicato alle reti tematiche di Slow Food che riuniscono produttori impegnati in pratiche agricole sostenibili, come Slow Rice, Slow Beans, Slow Mays, Slow Grains e Slow Olive. L’olio è stato uno dei protagonisti di questa edizione, anche grazie a una serie di iniziative promosse dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), volte a valorizzare le peculiarità dell’olio, i processi produttivi e le sue caratteristiche organolettiche. Ho avuto il piacere di seguire diverse masterclass di degustazione, approfondendo la conoscenza di un prodotto che racchiude una straordinaria ricchezza di tradizioni, saperi e identità territoriali.

Ho inoltre assistito a numerosi incontri e panel durante i quali produttori, ricercatori e rappresentanti delle comunità hanno condiviso le proprie esperienze, raccontando l’impegno quotidiano, le difficoltà affrontate e le strategie sviluppate per costruire sistemi agricoli più sostenibili. Particolarmente interessante è stata la dimensione internazionale di questi confronti, che ha permesso di mettere in dialogo realtà provenienti da contesti differenti, accomunate dalla volontà di tutelare la biodiversità, rafforzare le filiere locali e affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. Ascoltare queste testimonianze mi ha mostrato concretamente come modelli agricoli capaci di coniugare tradizione e innovazione, fondati sulla collaborazione e sul rispetto degli ecosistemi, siano non soltanto auspicabili, ma già praticati da numerose comunità.

La partecipazione a Terra Madre mi ha anche permesso di avvicinarmi alla complessità organizzativa di un evento di portata internazionale, comprendendo quanto siano fondamentali il lavoro di squadra, il coordinamento tra i diversi attori coinvolti e la capacità di costruire relazioni e reti di collaborazione.

Un altro ambito che sto approfondendo è quello di Slow Food Travel, un’iniziativa che promuove la valorizzazione e lo sviluppo dei territori attraverso il turismo, la gastronomia e la riscoperta delle specificità locali. In questo contesto, sto seguendo anche un progetto dedicato alle terre alte, che invita a riflettere sul significato contemporaneo dell’abitare la montagna, riscoprendone i mestieri, le risorse e le opportunità di sviluppo e innovazione. Si tratta di un percorso che contribuisce a superare gli stereotipi legati alla marginalità e allo spopolamento delle aree montane, dando spazio a nuove prospettive di vita e di lavoro. Attraverso la Scuola delle Terre Alte, in particolare, vengono valorizzate le esperienze di giovani che hanno scelto consapevolmente di abitare o tornare ad abitare questi territori, investendo in progetti di vita sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Un ulteriore ambito nel quale sono coinvolta riguarda l’affiancamento nella gestione dei Mercati della Terra, iniziative che traducono i principi di Slow Food in pratiche concrete, valorizzando le produzioni locali, le filiere corte e il rapporto diretto tra produttori e consumatori. Questa attività mi sta consentendo di conoscere meglio il funzionamento di progetti che contribuiscono a rafforzare le economie territoriali e a promuovere modalità di produzione e consumo più consapevoli.

La varietà delle esperienze che sto vivendo mi sta aiutando a sviluppare una visione sempre più ampia del funzionamento di Slow Food, comprendendo come iniziative differenti, pur perseguendo obiettivi specifici, siano strettamente collegate e contribuiscano alla realizzazione di una missione condivisa.

Dal punto di vista formativo, sto avendo l’opportunità di mettere in pratica competenze acquisite durante il mio percorso di studi e, al tempo stesso, di svilupparne di nuove. L’affiancamento nelle diverse attività mi permette di osservare da vicino le fasi di ideazione, pianificazione, organizzazione e realizzazione dei progetti, comprendendo come valori e obiettivi possano trasformarsi in azioni concrete grazie al lavoro di progettazione, coordinamento e collaborazione.

Sono davvero grata di aver intrapreso questa esperienza di Servizio Civile Universale e di poter proseguire il mio percorso all’interno di una realtà che sento così vicina ai miei valori e alle mie aspirazioni personali e professionali. È un’esperienza che mi sento di consigliare sinceramente, perché rappresenta un autentico percorso di crescita, apprendimento e formazione.

 

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